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- Chiara Susanna Crespi

- 14 ore fa
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Antologia di Spoon River illustrata da Chiara Susanna Crespi

In occasione del XXV Festival internazionale di letteratura resistente, che si terrà a Pitigliano dal 26 al 30 agosto 2026, Strade Bianche di Stampa Alternativa il 29 agosto presenterà il bellissimo libro Antologia di Spoon River, di Edgard Lee Masters, illustrata da Chiara Susanna Crespi e tradotta da Angelica Dongiovanni. Pubblichiamo di seguito l'introduzione e alcune immagini del libro.
Non ho mai avuto paura dei morti. Forse è per questo che loro sono sempre venuti da me, e io da loro. Da bambina lasciavo disegni nelle crepe dei muri della scuola: piccoli regali per chi non c’era più. Mi dicevo: l’amore non può finire solo perchè un corpo scompare. I morti meritano pensieri gentili, bellezza, compagnia, pensavo.
Sarà per questa intima connessione con le anime che la mia vita si è costellata di partenze. Mio padre se n’è andato quando avevo cinque anni. Poi i nonni, la mamma, fratelli e sorelle di vita scomparsi per un ago, una malattia, una macchina troppo veloce. Fino a Leo, il mio cane, morso da una vipera, una guida, un amore, un maestro.
Questa vicinanza con i morti è diventata la mia arte. Guardo le loro fotografie familiari o sconosciute e ogni dettaglio mi parla: uno sguardo torvo, una treccia troppo ordinata, il sorriso trattenuto, un cappello consunto, la barba cresciuta male.
Mi immergo nelle vite che furono e, con collage, colori e memoria, ricostruisco per loro un mondo nuovo, eterno, immaginario: abitato da pianeti, fiori, animali. Un mondo che li risarcisca della dimenticanza, delle disgrazie, delle scomparse troppo brusche.
Così è nata questa Antologia di Spoon River illustrata. Il primo seme fu una copia consumata di mia madre, tradotta da Fernanda Pivano, trovata su un divano di casa. Ero un’adolescente che se ne fregava dei libri ma non dei morti. Lei aveva sottolineato alcuni versi con matita leggera: da lì ho cominciato. All’inizio leggevo solo ciò che lei aveva amato. Poi ho riletto anche le righe che non aveva toccato.
Mi ci è voluto mezzo secolo per capire che le mie visioni cercavano da sempre le parole di Edgar Lee Masters. Il mio profondo desiderio di rendere eterno ciò che è fragile aveva bisogno di incontrare le sue poesie. Quando è accaduto, tutto ha preso forma.
Nel silenzio del primo lockdown, ho iniziato a dare volti veri ai morti di Spoon River. 248 persone, ciascuna trasformato in un piccolo mondo quadrato, costruito con frammenti, affetto, memoria, dedizione. I morti sono diventati amici, conoscenti, presenze familiari.
Ho creato per loro un altare laico, una casa di immagini. Un modo per riportarli tra noi. Perché la morte non separa. Cambia. Non è nera. È blu scuro, con striature d’oro. E i morti, se li ascolti, parlano. Proteggono. Insegnano. Amano. L’amore resta.
Questo libro è il frutto di un lungo attraversamento: artistico, personale, spirituale. Un’opera nata da notti di collage, giorni di pianto, lunghe passeggiate nei boschi. Da occhi che guardano vecchie foto come fossero specchi. Da mani che cercano contatto anche dove il corpo non c’è più. È la mia Spoon River. Non solo letteraria, ma intima, incarnata. Una Spoon River che ha il mio sangue, i miei lutti, il mio amore.
Chiara Susanna Crespi, fotografa e pittrice, lavora da sempre con i collage a tecnica mista con acquarello o olio. Nata a Roma, vive nella Tuscia a Farnese.







