guerre
- Jean-Jeacques Viton

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Dossier Guerra e Capitale / Introduzione 2

Come di annuncia
Si annuncia con dei clamori
con dei clamori incessanti o brevi
con dei clamori decifrabili o enigmatici
con delle esplosioni di ottoni percossi violentemente
con dei sibili di fischietti
con dei rombi di motori
con delle raffiche di risate
con dei latrati di cani
con dei battiti di remi contro l’acqua di un lago
col brusco silenzio degli uccelli
con degli schiaffi
con delle circolari
con degli squilli di trombe
con una chiamata telefonica in the next appartment
con barriti di elefanti
con una antica canzone udita in una riunione di famiglia
con un vago gesto della mano
con una folla che tace
con una bandiera che cade
con una lettera perduta
con un tono di voce appena cambiato
con un curioso sentimento d’ingiustizia
con una crisicon una partenza mancata per poco
con delle tracce mal cancellate
col solo gusto di farlo
con dei manifesti affissi su tutti i muri di un paese
con delle notevoli oscillazioni in Borsa
con dei pugni sulla faccia
con dei mercantili che appaiono all’orizzonte
con dei sentieri apparsi in una fitta foresta
con un via-vai di grossi camion scoperti
con un notevole abuso di alcol
con una freccia lanciata in una certa maniera in un certo luogo
contro un certo albero a una certa altezza del tronco
con del fumo che si alza sopra una collina
con diversi passaggi rasoterra di un monomotore grigio
con degli improvvisi abbandoni di prosperi commerci
con degli stupri ripetuti di ragazze giovanissime nei parchi
con dei pacchi esplosivi indirizzati a gente qualsiasi
con delle sirene di fabbriche alle 10 di sera
con la requisizione di tutte le prostitute
con un’ondata di partenze riuscite
con la costruzione di centinaia di baracche in uno stesso luogo di campagna
con un'ondata di suicidi riusciti e non riportati dai media
con qualcosa che ci si tira dietro chiaramente come un marchio della storia
con una maniera improvvisa che ha la gente di mettersi a cantare insieme in pubblico
con una tragica penuria di acqua potabilecon la sparizione di tutti i gatti randagi
con un colpo di fulmine a ciel sereno
con altre cose
con una quantità di altre cose ancora
con un’enorme quantità di altre cose non importa quali
ma che non si riusciranno mai a prevedere
come per esempio:
delle porte sfondate a calci
della gente buttata giù per le scale
degli assembramenti di uomini e donne nudi davanti a delle mitragliatrici
dei soldati che guardano degli impiccati
dei soldati chini su un letto
delle gambe attaccate a dei rami
dei corpi decapitati deposti sui dei lavatoi
delle ombre accasciate su una zattera che discende un fiume
dei profili individuati
l’interdizione di parlare una lingua particolare
un partito unico
un sindacato unico
delle frontiere invalicabili
migliaia di carnai
dei parcheggi di auto esplosive
milioni di disoccupati
degli scrittori imprigionati a vita
dei musicisti imprigionati a vita
di un sacco di gente imprigionata a vita
dei falsi malati mentali: scrittori, musicisti, pittori, cineasti, attori, ricercatori, metallurgici, dottori, giornalisti, falegnami, impiegati, architetti, professori, tipografi, maestri, editori
tutti falsi malati mentali
delle interruzioni d’acqua, di gas e di elettricità nei quartieri
che vengono restaurati per ordine di quei fetenti dei costruttori
la tortura istituzionalizzata in tutti i paesi
delle infiltrazioni dappertutto e di ogni genere
di un numero sempre maggiore di stronzi con dei cani poliziotto a domicilio
il balbettio generalizzato
dei padiglioni di tiro a segno obbligatorio per tutti
della musica dolce continua in tutti i palazzi oltre che in tutti i grandi magazzini
un’impressionantissimo spessore di merda dappertutto
dei barboni picchiati a morte
un’invasione di piccole case individuali tutte minate
un fortissimo odore di morte
e tante altre cose
una quantità di altre cose ancora.
Jean-Jacques Viton (Marsiglia, 1933 – Marsiglia, 2021). Poeta francese. Fondatore di numerose riviste culturali, tra le quali spicca «Banana Split», amministratore del Théâtre Quotidien di Marsiglia, fu un adepto del movimento e del ritmo esplorando in modo anarchico il testo, strutturandolo e destrutturandolo.

