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    redazione di ahida
  • 18 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Chi ha paura dell’antifascismo? Solidarietà totale al collettivo Autistici/Inventati




Non sono trascorsi che pochi giorni da uno degli eventi di censura e aggressione Usa più ingiustificabili e vessatori degli ultimi anni, contro un collettivo italiano – Autistici/Inventati – che da venticinque anni offre infrastrutture web libere, rispettose della privacy e non commerciali a gruppi, centri culturali, artisti, associazioni, scrittori, centri sociali e singoli. Nelle piattaforme noblogs.org e in altri servizi di rete gestiti da A/I sono presenti molte realtà antifasciste, antisessiste e antirazziste, e proprio questa specificità è chiaramente alla base dell’azione repressiva, mascherata da «lotta al terrorismo» (ma anche specificamente condotta dall’amministrazione Trump contro chiunque operi sotto il segno «antifa»).

 

Ad appena 24 ore dalle sanzioni dirette ad A/I, già diverse strutture si sono trovate di fronte a difficoltà di connessione; senza neanche avere il tempo di effettuare backup. La censura statunitense infatti non mira tanto a bloccare direttamente server e singoli siti, ma a minacciare e condannare un intero ecosistema di rete, aggredendo in linea di massima (con un ban simile a quello messo in atto contro la relatrice Onu Francesca Albanese) chiunque presti interfacce di pagamento dirette ad A/I, in tal modo creando timori e vuoto attorno al collettivo.

La vicenda può essere ricostruita nei dettagli ascoltando le trasmissioni che Radio Onda Rossa e Radio Onda d’Urto le hanno dedicato (altri link qui):

 

 

 

 

La redazione di ahida, unendosi alle varie mobilitazioni che la vicenda ha già attivato, dà la sua solidarietà totale ad Autistici/Inventati (e alle varie altre vittime della caccia alle streghe, tra cui Palestine Action e Masar Badil), e sollecita tutti i lettori a diffondere la notizia di quanto accaduto e prendere parola.

 

È indispensabile sostenere una posizione frontale contro un attacco che, sotto il pretesto di condannare singole realtà politiche statunitensi, in pratica mira a cancellare una intera (e indispensabile) piattaforma, le cui caratteristiche semplicemente non garbano all’amministrazione dell’Impero.

 

È in pericolo il contesto globale dei servizi liberi della rete: la battaglia per A/I è allo stesso tempo una battaglia per la semplice e inalienabile facoltà di rendersi indipendenti dalle grandi aziende fornitrici e distributrici di servizi generalisti e proprietari. Servizi che inevitabilmente, in un contesto mondiale di repressione, è alla repressione che inclinano.

 

Ci vuole una pressione molto energica per interrompere anzi ribaltare questa inclinazione.

 


● Qui la dichiarazione di A/I in risposta alle sanzioni del governo Usa:https://cavallette.noblogs.org/2026/08/10076

 

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