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  • Immagine del redattore: Giorgio Griziotti
    Giorgio Griziotti
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 18 min

Il racconto del Boomernauta. Pandemia Memetica: L’ascesa dell’Altasfera; Dalla Cina con amore

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Il Boomernauta fa un suo compendio politico dell’epoca della Gov Neolib descrivendone la genesi e il funzionamento basati sul meccanismo di base Stato-capitale. In seguito il nucleo economico finanziario, rappresentato da Ecofin (il capitale), è determinato a cogliere l’occasione al volo per cominciare a prendere le distanze dalla Terra e trasformarsi in AltaSfera Ecofin(alias il capitale spazializzato). Tuttavia, consapevoli del rischio di apparire come un semplice controllo a distanza o una fuga delle élite, le autorità diffondono prospettive di una migrazione di massa verso altri pianeti.


Nel capitolo successivo, durante una delle sue prime avventure nel tempo, il Boomernauta si ritrova in Cina nei primi anni del decennio 2030. In quel paese, che era ormai il più avanzato nell’integrazione di tecnologie e vita, il governo, molto più interessato a egemonizzare la produzione mondiale che a calmare le convulsioni della biosfera, decide di sfruttare un incredibile dispositivo che piega il tempo per far lavorare tutti di più… ma i corpi si ribellano…





L’ascesa dell’Altasfera


Nella Gov Neolib, lo Stato e il capitale erano profondamente interconnessi, formando un sistema complesso in cui le sfere di governo e di potere economico convergevano sempre di più. La relazione tra Stato e capitale era intrinseca, come le due fasi di un dispositivo fisico, in cui l’una non poteva esistere senza l’altra. Questo legame totalizzante era presente in ogni Paese, sebbene la gestione di tale relazione potesse variare da una nazione all’altra. Le macchine a due teste Stato-capitale esercitavano la sovranità politica, economica e militare adattandosi ai mezzi e agli obiettivi di ogni istanza nazionale. Incentivavano produzione, consumo e, talvolta, distruzione attraverso conflitti e guerre. All’interno di ogni macchina bicefala, non esisteva sempre un equilibrio armonioso e frequentemente si manifestavano tensioni significative: non essendo allineati, l’esercizio del governo e l’accumulazione del capitale generavano spesso conflitti di interesse e divergenze. La tendenza globale di fondo era di uno spostamento del potere verso il capitale, il quale tendeva a globalizzarsi. Ma ben presto si evidenziarono le contraddizioni poiché il capitale non poteva prescindere dagli Stati. Durante la prima Grande Crisi finanziaria del XXI secolo2, gli Stati erano infatti risultati essenziali nel salvataggio del capitale, attraverso prelievi di risorse dalle classi subalterne e povere; questa era stata un’ulteriore conferma dell’indissolubilità delle due fasi, pena la caduta del sistema binomiale.

Ma ora, di fronte al profilarsi d’un collasso ecologico globale, non ci si sarebbe trovati davanti a un si salvi chi può generale? E chi avrebbe avuto i mezzi per salvarsi e abbandonare la nave che affondava se non i techno-tycoon?

La crisi economica non aveva frenato, ma anzi accelerato il processo di privatizzazione dei servizi e dei beni pubblici, che era diventato uno dei principali elementi caratterizzanti della Gov Neolib. Questo fenomeno, insieme alla deregolamentazione dei flussi finanziari, aveva contribuito alla concentrazione del potere economico nelle mani di una ristretta oligarchia.

Nei media ufficiali questo insieme era denominato Ecofin, un termine che si voleva liscio e neutro usato per evitare la definizione troppo marxisteggiante di capitale o capitalismo. Ecofin comprendeva i potenti techno-tycoon, che rappresentavano dei veri e propri pezzi da novanta nel sistema. L’entità (o piuttosto la fase) Ecofin era animata dalla classica razionalità capitalista dell’accumulo senza limiti e nel passaggio verso la globalizzazione e aveva tendenza e interesse a fare del mondo un grande e unico mercato. Al top delle valorizzazioni borsistiche c’erano ovviamente le imprese dei techno-tycoon (Grandi Piattaforme, Tecnologie dell’informazione o della vita ecc.) che conferivano a questa sfera una dimensione immateriale e bio-neurale. Nonostante tutto Ecofin sarebbe stata incapace di gestire territori e sicurezza ed era costretta a mantenere una relazione complessa e contraddittoria con gli Stati. Da un lato gli Stati-Nazione con la loro territorialità spesso egoista e bellicosa rappresentavano un ostacolo alla volontà di espansione globale di Ecofin. Dall’altra parte, però, Ecofin beneficiava di monopoli sull’estrazione di risorse fondamentali e delle privatizzazioni di servizi pubblici e sociali, amputando organi essenziali del corpo vivente degli Stati

A causa di questo groviglio inestricabile di interessi comuni e conflitti fra Stati e capitale, man mano che si avanzava nell’epoca Neolib, ad alcuni sembrava che si fosse sulla strada di un ritorno al feudalesimo. Questa percezione poteva essere giustificata dalla crescente disuguaglianza di diritti e tutele legali tra le classi subordinate e la nobiltà ovvero le élite, nonché dalle incoerenze evidenti, come il fatto che Paesi in guerra mantenessero flussi finanziari e rapporti commerciali fra di loro.

Anche sotto la Gov Neolib, come era successo in precedenti fasi del capitalismo, le strategie di conquista delle grandi entità Stato-capitale, intrinsecamente imperialiste, generavano profonde contraddizioni che sfociavano inevitabilmente in conflitti distruttivi. L’identità stessa della razionalità capitalista era caratterizzata dalla triade produzione-consumo-distruzione. Durante la guerra, si produceva per distruggere e, alla fine, per ricostruire. Tuttavia, in questo periodo, iniziarono a sorgere dubbi sulla possibilità che questa successione ciclica di produzione e distruzione potesse continuare a riprodursi eternamente. Il preoccupante stato di malessere della biosfera si presentava come l’anomalia che minacciava il futuro della Gov Neolib.

In tale frangente fu proprio in seno all’oligarchica mondiale Ecofin che ci si ricordò del mito di Mont Pèlerinda cui tutti loro erano discesi, e ci si propose di riprendere dell’altitudine, politica e fisica, sfruttando proprio la sfera logistica spaziale che i techno-tycoon stavano preparando in vista del loro futuro movimento verso la High Frontier: una destinazione che sarebbe servita per cominciare a trasferire progressivamente certi centri di comando di Ecofin verso una sfera di postazioni geostazionarie di cui erano incaricati i techno-tycoon. Questa operazione sarebbe stata mediatizzata come la fase preparatoria di una futura grande colonizzazione dello spazio denominata Migrazione Spaziale di Massa, o Massive Spatial Migration (MSM)4. In seguito si sarebbe trattato di sperimentare la vita in colonie spaziali con volontari scelti all’interno della Gov, poi di realizzare una base logistica sulla Luna e infine di trasferire massicciamente verso Marte le risorse umane e tecnologiche (cosiddette) strategiche. C’erano diversi vantaggi in questo approccio progressivo, detto delle tre fasi. Innanzitutto avrebbe sottratto da sabotaggi e distruzioni tutte le infrastrutture tecnologiche determinanti, che potevano essere trasferite nello spazio dove sarebbero state alimentate direttamente dall’energia solare. Inoltre, esso costituiva un primo passo nel distanziamento e nella lunga preparazione del grande salto per i privilegiati che avrebbero potuto far uso degli ascensori spaziali. Ecco come nacque la denominazione di AltaSfera Ecofin5: essa formalizzava il termine alte sfere economiche-finanziarie comunemente utilizzato nei media mainstream, che andava oltre la semplice designazione delle nuove forme di organizzazione del capitale, ed era un modo di suggerire la possibilità di una presa di distanza dalla Terra stessa. Un capitale spazializzato insomma.

C’era una lunga storia di osmosi tra Ecofin, che ora puntava alla conquista dell’High Frontier, e le sfere del potere politico degli Stati sovrani, anzi questo faceva proprio parte del funzionamento delle macchine Stato-capitale. In questa fase, però, i ruoli si scambiavano più apertamente che nel passato. L’AltaSfera Ecofin poteva esercitare ogni tipo di lobbying in ogni Stato Sovrano e spesso piazzava i suoi membri nei rispettivi governi nazionalio nelle istanze della Gov globale. Inversamente il personale politico si poteva riciclare con una certa libertà nelle istanze globali di Ecofin.


In questa complessità che vedeva in gioco l’imperialismo delle grandi macchine Stato-capitale e l’AltaSfera Ecofin, gli Stati di media e bassa potenza erano oltrepassati nella loro condizione di entità politiche tradizionali, diventando in gran parte soggetti alle direttive e agli interessi di agenti esterni. Quando questo percorso neanche tanto sotterraneo arrivò al suo apice essi divennero post, i Post-Stati (PoSt/ati). Questo termine sottolineava che tali Stati, spesso semplici simulacri delle democrazie rappresentative o neo-autocrazie, disponevano di una sovranità limitata.

I PoSt/ati mantenevano il monopolio dell’uso della forza e della violenza per il controllo delle popolazioni e dei territori. Questo ruolo era suddiviso tra la polizia, responsabile del controllo interno, e l’esercito, responsabile della difesa esterna. Anche in questo campo arrivarono le privatizzazioni e già prima che l’entropia della biosfera accelerasse, in molti dei PoSt/ati l’emergenza, ormai divenuta norma, aveva indotto gli ADN militari e polizieschi a diventare ricombinanti. I tratti distintivi e le funzioni associate di questi corpi si mescolarono e si sovrapposero, modificando e potenziando la filiera già esistente di milizie, polizie ed eserciti privati. Un nuovo e potente filone di servizi, detto dei Security Service Providers (SecurServ), si sviluppò come la principale componente dell’industria della sicurezza, affiancandosi a quella dell’armamento e rafforzando questo settore strategico, senza il quale la Gov Neolib sarebbe crollata. Naturalmente tutto il settore era sotto la cupola dell’AltaSfera Ecofin che ne traeva profitti impensabili in altri compartimenti economici. Oltre all’eterna questione delle guerre territoriali, i SecurServ erano essenziali per la repressione delle popolazioni visto il declino che aveva caratterizzato il controllo soft del neurocapitalismo neolib. Questo declino era facilmente spiegabile: le condizioni di vita stavano decadendo. Quando le persone lottavano per soddisfare i loro bisogni primari, non c’era neuro-persuasione di alcuna platform che tenesse, e tale situazione creava un terreno fertile per sommosse e rivolte di vario genere. Nel timore di non riuscire a contenere questi sfoghi effimeri, ma violenti, i SecurServ vennero dotati, dai fondi pubblici che garantivano gli interessi privati, di capacità tecnologiche e operative di dissuasione e distruzione assolutamente sproporzionate rispetto alle popolazioni esasperate. I SecurServ intervenivano anche nelle guerre locali tra i PoSt/ati, alimentando

ulteriormente il ciclo di violenza e conflitto.


Ora però torniamo alle problematiche della High Frontier. Le limitazioni per sfuggire in massa all’attrazione terrestre erano uno dei grandi quesiti dei techno-tycoon nel preparare la fuga verso lo spazio. E non si trattava di una metafora dell’affetto che i techno-tycoon e i loro fedeli provavano per il pianeta, come alcuni potrebbero pensare, ma della cocciuta forza newtoniana.

A partire dal XIX secolo, l’idea di un ascensore spaziale cominciò a prendere forma, e quando le tecnologie dei nanomateriali resero fattibile tale progetto, le industrie dei techno-tycoon iniziarono a sperimentare questa nuova possibilità. Avevano il progetto di costruirne diversi, ed eventualmente di combinare questa tecnologia con quella delle catapulte elettromagnetiche, per sostituire progressivamente i costosi e inefficienti vettori a combustibile fossile. Gli ascensori spaziali erano il veicolo indispensabile per realizzare il programma delle Tre Fasi di cui ti accennavo: le colonie umane nello spazio, la base logistica lunare e la colonizzazione di Marte.

Un fondamento iniziale per l’esplorazione spaziale e la colonizzazione sarebbe stato costituito da una rete di basi in orbita geostazionaria, supportate da uno o più ascensori spaziali. Si sarebbe poi affrontata la fase di costruzione delle colonie spaziali per intraprendere la grande avventura del nuovo e immenso far west. In un primo tempo solo pochi tecnici avrebbero potuto accedere alla High Frontier per effettuare i test e garantire la robustezza del sistema. Si promettevano, in seguito, molte opportunità per coloro che desiderassero partecipare e lasciare la Terra (a condizione di meritarlo). Solo pochi decenni più tardi, quando certe istallazioni spaziali della High Frontier erano state messe in opera e le condizioni di vita sulla Terra erano divenute sempre più precarie, si iniziò veramente a lavorare su un progetto di migrazione su larga scala riservato alle élite. Come accennato, l’iniziativa della Massive Spatial Migration proveniva principalmente dai techno-tycoon del Nord, con un’attenzione particolare da parte dell’Impero di Sbieco, il più grande Stato imperialista durante l’era neolib.

L’idea di marketing dietro la Massive Spatial Migration, alias Grande Fuga, era quella di presentarla come l’inizio della colonizzazione umana dello spazio. I techno-tycoon avevano creato un’immagine mediatica che enfatizzava l’importanza dei punti stazionari lagrangiani come punti di partenza per questa colonizzazione. La narrativa alimentata dai techno-tycoon suggeriva che la Massive Spatial Migration sarebbe stata il primo passo di tale colonizzazione con prospettive di futura terraformazione di Marte e di altri pianeti. Questo mito, in teoria, aveva lo scopo di catturare l’immaginazione delle masse, creando una visione romantica e avventurosa di un futuro in cui l’umanità avrebbe conquistato nuovi mondi. Tuttavia, il contesto di deterioramento della Terra e l’impotenza dell’umanità nel trovare soluzioni efficaci erano in contrasto con i discorsi democratici, ottimistici e visionari della Massive Spatial Migration. Questa contraddizione aveva generato diffidenza nelle moltitudini subordinate, dando origine al termine caricaturale della Grande Fuga, che personalmente preferisco rispetto alla definizione ufficiale pomposa e falsa.

Era evidente che gli ostacoli per la realizzazione del progetto non si limitavano alla sfera tecnologica, ma coinvolgevano anche la sfida di gestire e controllare la complessità sociopolitica di un’umanità fortemente colpita dai crescenti collassi ecologici. Effettivamente, nonostante i travestimenti marketing, era difficile mascherare che la MSM fosse veramente una Grande Fuga delle élite, anche se questo termine venne messo al bando.

Nel contesto della Gov Neolib, la Cina e gli Stati Uniti, noti rispettivamente come l’Impero di Mezzo e l’Impero di Sbieco, erano le due grandi macchine imperialiste che, nonostante l’incipiente apocalisse ambientale, si contendevano potere e influenza. In realtà molti dei loro dirigenti (specie i dignitari dell’Impero di Sbieco) volevano solo assicurarsi un posto nella Grande Fuga. Nondimeno, la situazione in entrambi i Paesi era caratterizzata da un’instabilità interna crescente e per una bizzarra coincidenza entrambi incapparono in strani e straordinari incidenti di percorso che ridussero considerevolmente il loro peso e portarono a una nuova fase di Governance.



Note:

  1. AltaSfera Ecofin: cfr. glossario.


  1. Il Boomernauta si riferisce alla Grande Crisi che ebbe inizio nel 2008 conosciuta anche come crisi dei mutui subprime che ebbe origine negli Stati Uniti nel settore immobiliare, in particolare nel mercato dei mutui ipotecari a rischio (subprime). La crisi si diffuse rapidamente a livello globale, poiché i prodotti finanziari legati ai mutui subprime erano stati venduti e distribuiti in tutto il mondo. I fallimenti delle istituzioni finanziarie, come la Lehman Brothers, e la conseguente crisi di fiducia portarono a una grave recessione economica a livello mondiale.


  1. Il Mont Pèlerin è una montagna situata in Svizzera, vicino alla città di Montreux. Il Boomernauta qui si riferisce al Colloquio di Mont Pèlerin, organizzato dall’economista Friedrich Hayek, che ebbe luogo nel 1947. Fu un incontro di economisti, politici e intellettuali di orientamento liberale e conservatore dove si costituì la piattaforma ideologica del neoliberalismo.


  1. MSM: cfr. glossario.


  1. Per il Boomernauta è chiaro che in generale fa riferimento al capitale/capitalismo nelle sue varianti post-industriali e poi, come vedremo, quantistica utilizzando i termini AltaSfera Ecofin, o semplicemente Ecofin o AltaSfera. AltaSfera ha il doppio significato di designare le oligarchie e la spazializzazione man mano che si avvicina il tempo della Grande Fuga. Si veda anche il glossario.


  1. D’altronde nei primi decenni del XXI, in piena fase neolib, la finanza, che aveva ancora i piedi su terra e non si era trasformata in AltaSfera, aveva già imposto le proprie istanze di gestione ed i propri governatori a vecchi Paesi scalcagnati quali l’ormai crollante culla della democrazia o la penisola del Vitello.




Dalla Cina con amore


Nell’Impero di Mezzo già dai primi decenni del XXI secolo la penetrazione delle tecnologie nella vita era la più avanzata ed era letteralmente impossibile viverci senza essere immersi nel bioipermedia. Ma nella débâcle ecologica che minacciava da vicino la Gov Neolib, la Cina, che pure era coinvolta, restava per certi versi un indecifrabile continente disciplinare. Per chi stava in basso sembrava che il Paese facesse un po’ banda a parte e non fosse completamente integrato, specie dal punto di vista finanziario, al resto del mondo anche se questa si sarebbe rivelata una prospettiva illusoria. Al punto che i techno-tycoon locali, fra i più ricchi del mondo, avevano difficoltà a emanciparsi dal PoSt/ato gestito dal Partito. I dirigenti del Partito, si dicevano molto più preoccupati dal benessere dei lavoratori, dall’organizzazione di produzione e consumo e dall’affermarsi del Paese come la più grande potenza tecnologica che da un’egoistica salvezza spaziale o marziana. La simbolica nave ammiraglia tecnologica era Grande Balzo, il più potente computer quantistico mondiale. Ma come tutte le potenti corazzate anche Grande Balzo avrebbe trovato il suo siluro hacker.

E quando venne craccato ci si accorse che al suo interno girava un modulo software che per comodità chiameremo time machine.

Benché il laboratorio nazionale di informatica quantistica di Hefei1, che lo aveva progettato, rivendicasse per Grande Balzo una potenza di calcolo miliardi di volte superiore a quella dei supercomputer tradizionali, in realtà questa manna restava teorica e non completamente utilizzata. Nonostante la prodezza tecnologica della sua architettura e i suoi 127K qubits, i cinesi si erano 

Free Software Foundation, anche se certo non ne gradivano la trasparenza e le regole FOSS2.

Tutto ciò era di dominio pubblico, nessuno però sapeva che in una start-up della Innoway di Pechino, la Silicon Valley cinese, era stato sviluppato un software capace di cambiare la percezione del tempo dandogli una piega diversa. Questo flusso veniva trasmesso a un utente tramite una app e un dispositivo mobile denominato time glasses3, una speciale versione di occhiali smart. Il sistema richiedeva però una grande potenza di calcolo per ogni singolo utente e solo un megacomputer quantistico avrebbe potuto pilotare una moltitudine di utenti simultanei. Intuendo le prospettive biopolitiche dei time glasses, l’amministrazione cinese prese il controllo della start-up e lanciò il progetto Lunga primavera. L’obiettivo ufficiale era il miglioramento della qualità di vita delle maestranze e quello ufficioso, l’aumento della produttività.

Indossando i time glasses connessi, ogni maestranza poteva lavorare perlomeno dieci o dodici ore al giorno, avendo l’impressione che ne fossero trascorse solo sette od otto, nonostante il suo corpo restasse ancorato all’UTC4.

Per la fase sperimentale vennero scelte delle volontarie nelle grandi fabbriche della Rabbitconn a Shenzhen; si trattava perlopiù di giovani donne addette alla catena di assemblaggio degli smartphones a cui era stato promesso il premio di un giorno off.

Nel periodo di test si limitarono le durate delle giornate lavorative e fu un successo. Le partecipanti alla fine del loro turno erano più distese e di buon umore, anche se poi, bene o male, la stanchezza fisica riaffiorava.

Quando alla Rabbitconn si sparse la voce di questa app straordinaria i volontari si moltiplicarono, tanto che fu difficile accontentare tutti subito. Rari erano quelli che restavano piuttosto riservati perché intuivano che, nonostante le dichiarazioni ufficiali, si trattasse di far passare la pillola di giornate eterne e di ore straordinarie non pagate. Ed infatti andò proprio così: il governo lanciò in gran pompa il progetto Lunga primavera, integrandolo al programma dei Crediti Sociali (SCS)5. Ogni lavoratore che aderiva avrebbe ricevuto 50 punti nella red list dei meriti, mentre il pagamento delle ore straordinarie fu rimesso in causa. Come previsto, i manager allungarono le giornate di lavoro e regolarono la time machine al massimo quando c’erano periodi di punta della produzione in fabbrica Negli stabilimenti, le timide proteste vennero subito messe a tacere dai sindacati governativi, in modo che il sistema potesse essere allargato ad altri settori.

Il vero obiettivo del governo, infatti, non erano solo gli operai delle grandi fabbriche già in via di robotizzazione, ma tutti i lavoratori di qualsiasi condizione e non solo i salariati. Nel mirino c’erano le attività cognitive, che includevano anche il telelavoro. Precari e free lance potevano usufruirne e nella Innoway dove fra gli startupper ormai vigeva la regola 996: lavoro dalle 9 di mattina alle 9 di sera, 6 giorni alla settimana, il sistema avrebbe funzionato alla grande.

Il governo contava su questo dispositivo così disrupting per consolidare l’egemonia cinese che si stava affermando, mentre gli Stati Uniti stavano in una guerra civile cronica che li stava indebolendo e paralizzando. In realtà c’erano parecchi problemi dello stesso tipo anche in Cina, fra l’altro causati dalle grandi opere di modifica del territorio fra i quali l’immensa Diga delle Tre Strozze. Tuttavia il governo cinese e il suo gigante distaccamento di SecurServ strettamente controllati dal Partito, poco integrati all’AltaSfera Ecofin e al suo progetto High Frontier (o forse legati da un entanglement quantistico6), facevano del loro meglio per tenere la situazione sotto controllo e nascondere al massimo i problemi. Quello che interessava ai dirigenti cinesi era il previsto grande balzo in avanti della produzione. Poi, esportando il sistema nel resto del globo grazie agli accordi con i techno-tycoon, il controllo mondiale delle nuove modalità di quel che resterebbe della produzione sarebbe stato assicurato. Dopo un periodo di espansione quasi geometrica dei time glasses in ogni settore produttivo, emersero i primi rumori su qualche scompenso sociale. Le giovani operaie con famiglia si lamentavano, per esempio, che restando per gli straordinari non si rendevano più conto di quando era l’ora di andare a far la spesa e che spesso arrivavano a casa troppo tardi per preparare la cena. E le fidanzate non riuscivano a spiegare al partner come avevano potuto bucare l’appuntamento amoroso.

Negli startupper della Innoway si diffondeva invece la cultura del materasso7, messo sotto la scrivania e su cui stendersi un momento prima di crollare mantenendo la ormai consolidata tradizione del no sleep, no sex, no life. Una maledizione che li perseguiva con lo stesso accanimento con cui loro correvano dietro al miraggio di Jack But il mitico fondatore di Aladdin, il più famoso dei techno-tycoon cinesi. La perturbazione dei ritmi biologici fondamentali prodotta dalla distorsione quotidiana del tempo stava producendo però un altro tipo di disturbo ancora più inquietante.

Dopo brevi momenti di catatonia i soggetti tenevano propositi a prima vista incoerenti o deliranti che, però, se si faceva attenzione, rivelavano una forma di reazione lucida a una vita quotidiana di quattordici ore di lavoro. Forze disorganizzate e sotterranee esplodevano in modo incontenibile in reazione a un sistema che nel processo di produzione generava una forte carica schizofrenica contro cui il sistema stesso avrebbe poi scatenato tutto il peso della sua repressione8.

Queste crisi erano un tentativo d’uscire dall’insostenibile spaesamento temporale, volontariamente accettato per aderire al sogno collettivo a cui erano stati esortati negli ultimi discorsi della compagna Guo segretaria dell’ufficio politico del Comitato Centrale del Partito. Ma ora, il sogno si era trasformato in incubo.

Gli specialisti governativi avevano assimilato il fenomeno a una nuova forma di burn-out che era già molto diffuso in Cina a quell’epoca. Avevano comunque raccomandato di ridurre gli sbalzi eccessivi e improvvisi nei cambiamenti di percezione del tempo per cercare di mantenere l’essenziale degli aumenti di produttività.

Ma ancora una volta gli esperti si sbagliarono. Non si trattava di burn-out, ma di un processo schizo che solo l’attività rivoluzionaria impedisce di trasformarsi in produzione reale di schizofrenia9.

E fu questo il pulsante che fece scattare l’improvviso passaggio fra i due poli, ordine e caos, che fanno parte di un’alternanza storica per i cinesi.

E quando grande fu la confusione sotto il cielo: la situazione divenne eccellente.

In un primo momento più che di una ribellione si era trattato di un rifiuto talmente totale e biologico che aveva provocato un aumento vertiginoso di suicidi, ma soprattutto un’ondata di schizofrenia come reazione alla modifica della percezione del tempo a fini di aumento della produttività. Che fosse una forma schizo era stata la prima diagnosi del Ministero della Sanità cinese che però nello stesso tempo era impotente tanto a contenerla che a curarla. Non si potevano trattare gli schizo-tempestosi10 come si faceva con i normali pazzi o come il PCC (Partito Comunista Cinese) faceva con certi avversari politici, cioè rinchiudendoli negli ospedali psichiatrici. Erano veramente troppi e fare un tentativo in questo senso avrebbe portato al risultato inverso di quello desiderato.

Gli schizo-tempestosi erano agitati e farneticanti. Sentivano voci che suggerivano loro di volere tutto e subito. Soprattutto subito visto che dopo il trattamento ricevuto, il tempo non aveva più la valenza a cui erano stati educati nell’infanzia. Il tempo era una dimensione fondamentale, immaginatevi se per esempio mediante un artificio foste costretti a vivere, o anche semplicemente a lavorare con una dimensione in meno, magari in due dimensioni come in un fumetto o su uno schermo. Non sareste traumatizzati anche voi?

Erano ufficialmente considerati malati gravi dalle istituzioni, ma la stessa cosa non avveniva nelle interazioni con il resto della popolazione. Nonostante l’emarginazione a cui erano sottoposti, in realtà le loro allucinazioni si muovevano nel profondo, e intorbidavano le acque sociali. Ed i primi segnali di esasperazione cominciarono a manifestarsi.

Né il governo cinese né il resto della governance mondiale, visto che molti Paesi per non perdere terreno nei confronti della Cina avevano aderito al franchising di Lunga Primavera, pur rendendosi conto dell’impasse, non volevano rinunciare ai benefici che la distorsione del tempo apportava loro in termini molto concreti di profitto. Secondo loro il Progetto avrebbe smentito anche Marx: non ci sarebbero state cadute del saggio di profitto!

Non poterono o non vollero vedere che gli schizo-tempestosi, pur non avendo le facoltà di organizzare le masse con le loro allucinazioni desideranti, erano inconsciamente riusciti a compattare classi che erano divise e che ormai si ribellavano un po’ dovunque. Una specie di avanguardia schizofrenica e caotica nello stesso tempo. Nel frattempo, grandi masse appoggiarono l’avanguardia delirante in un modo imprevisto: il movimento Tang Ping, ispirato al rifiuto del lavoro rivendicato dagli autonomi europei e diretto erede dei giapponesi Hikikomori e dei partecipanti alla Great Resignation11, entrò magicamente in non-azione. Tutto si fermò all’improvviso e nulla più funzionò mentre cominciò a scatenarsi il combattimento degli schizo-tempestosi. Delirante e confusa fu la lotta, ma anche fulminea e selvaggia. Gli schizo-tempestosi, che vi si erano gettati a corpo morto, sembravano tanto insensibili al dolore e alle amputazioni che la repressione infliggeva loro, che sia il governo cinese che la finanza mondiale dovettero cedere prima che il caos li travolgesse.

Tutti furono liberati da quel giogo immateriale della manipolazione del tempo. La malattia schizo-temporale cessò come per incanto e anche una parte delle malattie autoimmuni che da essa dipendevano.



Note:

  1. Credo che il Boomernauta facesse riferimento al fatto che la Cina avesse continuato a investire in questo settore. Già per quanto riguarda la nostra epoca pare che si trattasse di un miliardo di dollari nel laboratorio nazionale di Hefei per le scienze dell’informazione quantistica con esperti provenienti da una serie di discipline come la fisica, l’ingegneria elettrica e la scienza dei materiali.S. Pieranni, Red Mirror, Laterza, Bari, 2020 p. 138.


  1. Free & Open Source Software. Si veda anche il glossario.


  1. Time glasses: cfr. glossario.


  1. Il tempo coordinato universale o tempo civile, abbreviato con la sigla UTC.


  1. Social Credit System, sistema dei crediti sociali un’iniziativa creata dal Governo cinese al fine di sviluppare un sistema nazionale per classificare la reputazione dei propri cittadini. https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_di_credito_sociale.


  1. Qui il Boomernauta utilizza questo termine che poi ricorrerà spesso in seguito. Eccone una breve spiegazione. L’entanglement quantistico è un fenomeno che descrive la correlazione quantistica tra due o più particelle. In un sistema entangled, la descrizione quantistica delle proprietà di ogni particella non può essere descritta in modo indipendente, ma solo come parte di un sistema globale Questo significa che quando due particelle quantistiche sono entangled, le proprietà quantistiche di una particella possono essere istantaneamente influenzate dalle proprietà dell’altra particella, anche se le particelle sono fisicamente separate l’una dall’altra a una qualsiasi distanza. Qui il Boomernauta forse si esprime in senso ironico sul fatto che comunque esisteva un legame fra la finanza cinese e la Gov Neolib.


  1. Espressione derivata dalla sottocultura d’impresa della multinazionale delle telecom Huawey.


  1. Qui il Boomernauta fa riferimento a due intellettuali della sua epoca: G. Deleuze, F. Guattari, L’Anti-Œdipe, Editions de minuit, Parigi 1973 p. 42.


  1. Il Boomernauta aveva letto G. Deleuze, Pourparlers 1972-1990, Editions de Minuit, Parigi 1990, p. 38


  1. Dall’inglese Stormy-schizo.


  2. Il Boomernauta fa riferimento a una tendenza socio-economica in cui i lavoratori si dimettono volontariamente in massa dai loro posti di lavoro. La prima ondata iniziò attorno al 2020 negli Stati Uniti durante la pandemia di COVID-19 e poi diffusasi in Europa e in particolare in Italia. Non riuscendo a ottenere protezioni ed aumenti mentre aumentava il costo della vita, molti lavoratori della giovane generazione preferiscono abbandonare tutto: qualcosa che includeva una rassegnazione pessimistica ed una difesa della propria dignità.

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