selfie da zemrude
- Giorgio Griziotti

- 23 gen
- Tempo di lettura: 12 min
Il racconto del Boomernauta. Parte Seconda: Le Guerre dei Quattro Elementi; I Movimenti BSM

Le Guerre dei Quattro Elementi
Man mano che si avanzava nella seconda metà del XXI secolo, epoca della transizione verso la Gov Q, i frequenti conflitti locali vengono designati come guerre dei quattro elementi: Terra, Acqua, Aria, Fuoco. Queste guerre degli elementi essenziali delle cosmogonie indicavano che le fondamenta stesse della possibilità di vita umana sulla Terra erano in pericolo, anche se spesso i conflitti erano controllati e distanti gli uni dagli altri. La WF interveniva solo quando gli interessi strategici della Gov Q erano in gioco. Questo era il caso delle guerriglie generate dagli ecowarrior che, nel disperato tentativo di contenere l’avanzata della setticemia di Gaia, avevano concentrato attacchi e sabotaggi sulle infrastrutture di estrazione e distribuzione dei combustibili fossili.
All’epoca della transizione verso la Gov Q la setticemia di Gaia diventava sempre più galoppante. A costo di ripetermi ti ricordo che il termine galoppante che qui utilizzo è da considerare in modo relativo. La setticemia generava, fra l’altro, un mutamento che paragonato alla variabilità climatica naturale di Gaia era comunque impressionante. Nel passato i passaggi fra le ere glaciali, in cui buona parte della superficie terrestre era ricoperta da ghiacciai, e quelle interglaciali erano di milioni di anni, mentre i cicli minori dei periodi glaciali duravano comunque molte decine di migliaia di anni. Ora invece l’ordine di grandezza era talmente corto che i cambiamenti erano ormai percettibili di anno in anno. Ma non si trattava solo di clima e di riscaldamento delle temperature, perché con l’aggravarsi della situazione si creò una corrispondenza di fattori di origine diversa che confluivano in un assalto senza precedenti ai sensi e all’ossigenazione di umani e nonumani. Si andava dai mille tipi di inquinamento che aggredivano tutte le funzioni vitali, alle sindemie mortali che toglievano letteralmente il respiro. Ovviamente, erano gli strati dell’umanità del basso i più colpiti e attraversati da crisi respiratorie-olfattive-viscerali-allergizzanti. A questo si aggiungevano i grandi ricatti sugli altri elementi vitali e l’esempio più impressionante era stato quello della privatizzazione generalizzata dell’acqua, generatrice di conflitti multipli.
Nel frattempo le tipologie di guerra e insurrezione locale si erano progressivamente modificate. La setticemia di Gaia, generata dalla pandemia nekomemetica, che imperversava fra gli umani, aveva cambiato la situazione. Erano emersi conflitti le cui cause erano in relazione diretta con gli elementi fondamentali della biosfera. Seguendo le capacità di sintesi cinesi, vennero comunemente chiamate le guerre dette dei quattro elementi: Terra, Acqua, Aria, Fuoco.
Non a caso i quattro elementi erano comuni a quasi tutte le cosmogonie. Le popolazioni sentivano l’avvicinarsi della fine della loro civilizzazione, che, erroneamente, avevano scambiato come fine dell’universo. Non c’era quindi da stupirsi che in quella situazione emergessero proprio quei riferimenti primordiali per dare un nome alle guerre che avrebbero fatto da contorno all’estinzione temuta.
In effetti a ciascuno dei quattro elementi corrispondevano realtà che erano all’origine di tanti conflitti locali o più estesi.
L’elemento terra aveva diverse accezioni semantiche: poteva essere in relazione al contendersi di territori abitabili/coltivabili viste le desertificazioni in atto, oppure riguardava i conflitti per l’accaparramento delle terre rare, elementi essenziali per ottenere la potenza quantistica necessaria alla Governance omonima.
L’elemento acqua era stato sovente oggetto di dispute e conflitti della sedicente civilizzazione umana. Ma un cambio di paradigma nella conflittualità era avvenuto quando l’acqua usata dagli umani era entrata trionfalmente nei mercati finanziari proprio mentre diventava un bene raro, ovviamente non per coincidenza. Nello stesso tempo, a causa del riscaldamento climatico, l’acqua continuava a far montare i livelli di mari e oceani costringendo un numero sempre più importante di abitanti delle zone costiere a fuggire o a ritirarsi nelle zone interne. Venezia era sommersa come ti dicevo, ma questo non aveva certo impedito al turismo di organizzare impressionanti visite sottomarine. In molte regioni urbane e non, l’aria che si respirava era diventata sinonimo di inquinamento, di calore soffocante, di malattia e morte diffusa. In questo caso si trattava di una guerra persa, che non faceva che accrescere le grandi diseguaglianze fra chi si poteva permettere di vivere in luoghi con aria non contaminata e tutti gli altri.Il fuoco era il simbolo dell’uso sconsiderato delle energie fossili prodotte da Gaia riciclando il vivente lungo il corso della sua esistenza. L’ambito delle energie fossili e di tutta la folle infrastruttura di estrazione, trasporto e utilizzo costituiva una delle più gravi, se non la più grave fonte d’infezione di Gaia generata dal morbo nekomemetico umano. Erano state le forze di produzione di tutte le Governance capitaliste, da quelle industriali sino a quella quantistica di cui ti sto parlando, che avevano potenziato questo fuoco e il suo contaminante sistema di circolazione.
Le guerre del fuoco – e cioè quelle che gli umani combattevano per il possesso, il controllo e talvolta il sabotaggio di gas, carbone e petrolio – erano superinfezioni della pandemia nekomemetica che generavano accessi febbrili di Gaia. Immensi incendi devastavano estensioni sempre più vaste in tutti i continenti.
Il sabotaggio e gli atti di distruzione dell’infrastruttura dei combustibili fossili non erano guerre, ma piuttosto azioni di guerriglia che avevano preso consistenza sin dalla fine dell’era neolib ed erano praticate da movimenti degli ecowarrior, fortemente criminalizzati dalla WorldForce e da tutti i SecurServ come il nemico N. 1 da annientare. D’altronde anche se le attività distruttive erano concentrate sui combustibili fossili gli ecowarrior si battevano anche violentemente, se necessario, per la preservazione di tutti gli altri elementi che riguardavano la terra, l’acqua e anche, più indirettamente, l’aria. Questo poteva avvenire in vari modi di lotta, fra cui quelli dell’occupazione e la difesa di territori da proteggere (ZAD1).
Tali azioni anche violente non erano comparabili alle guerre fra PoSt/ati, ma piuttosto si configuravano come disperati tentativi di far da freno contro la setticemia di Gaia. Avvenivano tardivamente e in modo limitato e contrastato per poter veramente capovolgere la situazione ormai troppo avanzata.
La minaccia più grave che si stava realizzando sotto i nostri occhi era il tanto temuto riscaldamento delle fasce tropicali; in alcune zone, ogni anno più estese, era ormai impossibile vivere a causa del caldo umido.Al disopra di 35° gradi a bulbo umido2 il caldo diventa insopportabile perché il corpo umano non è più in grado di regolare la temperatura attraverso la traspirazione. Questo fenomeno era all’origine di trasmigrazioni sempre più massicce che alimentavano le guerre e viceversa.
Oltre ai conflitti dovuti alle migrazioni di grande ampiezza a causa dei cambiamenti climatici, c’erano quelli contro le popolazioni intrapresi, pilotati, o semplicemente lasciati fare dalla Gov Q. In essi erano in gioco anche l’acquisizione, il controllo, la difesa e le enclosure degli ultimi grandi territori a bassa densità umana con acqua abbondante e scarso inquinamento atmosferico e terrestre. Queste regioni erano destinate ai membri dell’oligarchia e alle classi dei loro servitori intesi nel senso proprio o figurato del termine. Il peggiorare delle condizioni di vita globali stavano trasformando in guerra le operazioni fatte dai grandi tycoon quando, per esempio, si erano comprati mezza Nuova Zelanda e buona parte del Madagascar o dell’Africa Australe. Ora, come ai tempi delle grandi colonizzazioni, c’era il dichiarato proposito di espellere o di eliminare gli abitanti originari.
Al di là dei quattro elementi, le cause di guerre e conflitti aperti o larvati potevano essere diverse. Certe volte, in particolare nelle zone periferiche e povere, le guerre sembravano simili a quelle degli Stati-Nazione del XIX o del XX secolo: conflitti etnici e religiosi o, spesso, guerre civili. La seconda guerra civile USA, ormai diventata cronica, così come il periodo dei disordini in Cina dopo il fallimento del progetto Primavera erano stati casi particolari che avevano anticipato il contesto di una conflittualità endemica. Di fatto si trattava sovente, in un modo o nell’altro, di guerre dei poteri locali o globali della Gov Q contro le popolazioni le cui condizioni di vita, mutando, diventavano insostenibili. L’intensificarsi di guerre non più funzionali alla perennità del capitalismo e la riduzione sempre più accelerata delle zone abitabili furono fattori essenziali che convinsero l’AltaSfera Ecofin della necessità di accelerare la Grande Fuga, ancor prima della nascita della Gov Q.In questi conflitti capitava che i PoSt/ati abbandonassero, a volte temporaneamente, il controllo di reti e territori per svariate ragioni. Spesso tali perdite non erano da imputare a un nemico umano, ma a fattori scatenati dalla setticemia di Gaia e ostinatamente ignorati. Anche in questi casi la Governance non attivava gli algoritmi di intervento diretto della WorldForce, a meno che i suoi interessi vitali fossero in gioco. Questo poteva avvenire per esempio quando l’accesso a materie prime indispensabili per la Grande Fuga era minacciato, oppure quando un conflitto locale degenerava e rischiava di diventare incontrollabile producendo contaminazioni globali. In questi casi gli interventi potevano essere molto duri e precisi, le tecnologie belliche, come le bombe tattiche a neutroni, venivano utilizzate senza alcuno scrupolo.
Non vorrei che da queste mie descrizioni tu avessi l’impressione di un’apocalisse generalizzata. In realtà si trattava di un incremento delle situazioni di guerra e di conflitto, ma ancora lontano da un caos generalizzato.
Note:
Zones à Défendre: Una terminologia derivata dalle lotte ecologiche in Francia nei primi decenni del XXI secolo.
Si tratta di una temperatura con umidità del 100%.
I Movimenti BSM
Ancora un capitolo pervaso dalle considerazioni politiche del Boomernauta. Qui ci racconta la nascita della tendenza BSM (Breath&Smell Matter), in cui evidentemente aveva trovato risonanze della sua militanza passata. Si tratta di un insieme di movimenti intersezionali che nascono, come le guerre dei 4 elementi, a causa dell’aria sempre più calda e irrespirabile nelle grandi e inquinate megalopoli, che deturpavano Gaia. Nonostante le difficoltà in cui si trova, la Gov Q fronteggia come può il disfacimento ecologico. Da BSM emergono analisi corrette della situazione, ma non si riesce ad andare aldilà e a credere nell’ipotesi di una rivoluzione globale. Un punto di forza nel suo seno è la rete dei semio-hacker, antagonisti dei techno-tycoon e delle loro milizie tecnologiche mercenarie. Ed è proprio dai semio-hacker1 che nasce l’idea di come contrastare la pandemia nekomemetica…
Fu con il moltiplicarsi dei conflitti che all’interno della Sfera Autonoma la parola d’ordine Breath&Smell Matter (BSM) si era divulgata in un lampo dando vita a un insieme di movimenti orizzontali che si integravano a molte mouvance già esistenti.
Davanti a questa infezione di Gaia senza precedenti, che toglieva il respiro a chi non si poteva permettere un’aria decente, era partito lo slogan I can’t breath. Un grido di disperazione che le classi dominate lanciavano per loro stesse e per Gaia dalle sterminate megalopoli in cui erano costrette a vivere. A partire da Messico e Sudamerica, dove centinaia di milioni di persone vivevano ormai nella torrida nebbia mortifera di sterminati slum, lo slogan si era poi diffuso prima nel resto del Sud, in Asia e Africa e poi anche nel Nord dell’Occidente. Le catastrofi termiche diventavano frequenti. Morti di massa avvenivano durante le ondate di calore estreme, soprattutto nelle zone dove le temperature a bulbo umido superano i livelli sopportabili per l’organismo umano.
Questo era stato il campanello d’allarme, un po’ più sonoro degli altri, che aveva segnato un salto di livello della setticemia della biosfera. Ecofin nella sua proverbiale flessibilità, aveva cercato di integrare nel mercato la risposta a questo esteso malessere. Ispirandosi alle vecchie pratiche dei washing, avevano inventato il cure washing. Così, per esempio, sin dall’epoca lontana del Covid 19, era nata una nuova filiera di cure private che facevano capo alle Cliniche dei Sensi Perduti.
Ma torniamo al BSM2. C’era stata una rapida espansione intersezionale e geografica che aveva fatto convergere tante componenti verso questa parola d’ordine unificante, vi partecipavano femministe, precari, black e razzializzati, migranti, semio-hackers del movimento crypto commons, ecowarrior, attivisti Pink LGBTQ+, ex schizo-tempestosi3 cinesi, post-antispecisti e altri spezzoni e componenti di movimenti scomparsi tra cui i bisnipoti di Greta. Non c’erano solo gli attivisti, ma perfino larghe fette di popolazioni accomunate dagli stessi problemi vitali. Anche se con legami laschi, i precari cognitivi del Nord, le vaste popolazioni povere del Sud e le reti alternative, diffuse un po’ dappertutto, si ritrovarono dentro BSM.
L’ondata BSM, oltre a denunciare la politica della Gov Q, aveva cercato a più riprese di bloccare alcuni gangli vitali delle megalopoli fra l’altro, come ti dicevo prima, tagliando le arterie che portavano il sangue nero dell’infezione di Gaia. Avevano ottenuto a sorpresa qualche risultato favorevole qui e là, ma sul terreno e nelle piazze era spesso in un rapporto di forze sfavorevole. Senza poi parlare delle mancanze organizzative e delle contraddizioni irrisolte in un ambito geopolitico tanto esteso e complesso.
Le cose cominciarono a cambiare quando il dispositivo a tre fasi della Gov Q era ormai istallato e funzionante dal punto di vista algoritmico, ma anche lui subiva gli effetti devastanti dello stato di Gaia. I movimenti debolmente connessi del periodo neolib nella loro discontinuità erano stati attraversati da vettori intersezionali che avevano perso la limitata accezione giuridica con cui questo termine era nato. Ora l’intersezionalità significava l’interdipendenza delle forme di oppressione come il razzismo, il sessismo, l’omofobia che si erano tanto aggravate, ma non aveva ancora trovato adeguate forme di lotta che trasformasse queste molteplici spinte in una forza rivoluzionaria tale da preoccupare i centri di potere Ecofin.
Adesso però era emerso un punto di forza costituito dalla forte componente tecnologica organizzata all’interno dell’ondata BSM e che avrebbe potuto rappresentarne la nervatura: era un piccolo esercito di semio-hacker, sparsi nel mondo, che utilizzavano e mantenevano i principali protocolli di navigazione anonima e le reti virtuali private4. E non era poco perché questo permetteva forme di resistenza digitali alla dominazione quantistica della Gov. I semio-hackers cominciarono a lavorare in multiple direzioni, a fare sperimentazioni empiriche. Molti di loro facevano parte del movimento dei crypto commons che aveva cercato di creare condizioni per una computation replicabile, gestita dal basso. Le loro conoscenze tecnologiche avevano permesso di intuire la svolta quantistica della Governance e il pericolo dell’avvento di una megablack-box centralizzata che essa avrebbe rappresentato. Avevano tentato di dar forma e difendere l’evoluzione tecno-politica delle piattaforme informatiche al di fuori delle logiche di proprietà. Evoluzione che, almeno teoricamente, sarebbe stata possibile usando gli algoritmi della blockchain5.
Per combattere più efficacemente questa offensiva autonoma la Governance aveva dotato la WorldForce di un Executive Board che oltre ai rappresentanti dell’oligarchia dell’armamento aveva in seno ben 5 VP di mega-piattaforme di classe GAFAM e BATX6. Persone (soprattutto uomini…) che controllavano settori e dipartimenti chiave: informazione (e in particolare l’intelligence), comunicazione, istruzione, ricerca… Ovviamente, visto l’aumento considerevole delle temperature dovuto al riscaldamento globale, una parte delle data farm della classe GAFAM era andata in fumo (inquinante) o era stata abbandonata per mancanza di capacità di raffreddamento o altre cause geopolitiche, come l’abbandono di territori. I flussi delle platform erano quindi indeboliti rispetto al periodo d’oro, ma una nuova riorganizzazione tecnologica basata sulle memorie molecolari a basso consumo energetico lasciava sperare ai techno-tycoon un ritorno in forza. Nell’AltaSfera Ecofin, non mancavano certo sfide, alleanze e lotte d’influenza fra banchieri, fondi monetari e statisti riciclati. Le piattaforme di classe BATX, accusate di competere con il potere dello Stato, erano state limitate dal PCC sin dall’epoca in cui era ancora onnipotente e pienamente funzionante. Solo la cinese Aladdin era stata autorizzata a piazzare i suoi manager direttamente nell’AltaSfera Ecofin dove fra i capi si trovavano gli eredi di Zebos, il mitico fondatore di Amazonas, sito che da solo gestiva buona parte del commercio mondiale, mentre quelli di M/Elon erano dati per dispersi dopo un tentativo di atterraggio di fortuna su Marte.
Tuttavia, nonostante i successi che i techno-tycoon stavano ottenendo nelle tecnologie quantistiche e quelle delle nanoparticelle, applicate agli ascensori spaziali, nuvole nere si accumulavano nel loro orizzonte. Anche se cercavano di nasconderlo, le grandi piattaforme, da tempo utilizzate per il controllo biopolitico individuale degli umani, erano ormai cavalli un po’ sfiancati e non sarebbero state certo le memorie molecolari a dar loro una nuova vita. Avevano incarnato l’estensione neurocapitalista del Neolib, basata sull’esercizio di un’influenza neuronale individuale e il loro obbiettivo era di condizionare le soggettività in modo da generare negli utenti un asservimento volontario. C’erano in parte riusciti, diventando potenti, ma ora le loro megamacchine perdevano colpi e non si poteva che constatare l’inesorabile declino delle loro capacità di controllo biopolitico che avevano così ben funzionato.
Lasciando briglia sciolta ai techno-tycoon nella fase neolib e poi nella prima parte di quella quantistica, la Governance aveva generato il peggioramento della pandemia nekomemetica e delle conseguenti sofferenze di Gaia. Nelle zone delle guerre dei 4 elementi o in quelle in cui si moriva di caldo o non si riusciva più a respirare, a nutrirsi, a dissetarsi o a curarsi decentemente, la seduzione della servitù digitale volontaria era svanita.
Questa era la tendenza, anche se i collassi erano ancora relativamente episodici, mentre sussistevano le enormi disparità fra territori e/o fra strati di popolazione all’interno di una stessa regione. Molti dicevano in quest’ultimo caso, che esisteva un Sud anche all’interno del Nord. Ma ciò che era cominciato nel secolo precedente con le prime crisi dei migranti ora diventava più generalizzato e massiccio e talvolta incontenibile nonostante gli ostacoli frapposti dal potere.
D’altro canto sembrava proprio che il ripercuotersi delle parole d’ordine BSM non riuscisse a produrre tessuti organizzativi empatici, rivoluzionari e globali. Nonostante questo, i movimenti continuavano a esprimersi anche violentemente con innumerevoli forme, che andavano dalle lotte di resistenza alle insurrezioni e alle attività armate di alcuni gruppi locali, ma mancava una globalità che sarebbe stata una conditio sine qua del passaggio a uno stadio ulteriore. Inoltre la Gov Q aveva ereditato da quella Neolib i geni di piena compatibilità con i movimenti nazionalisti, populisti e fascisti. Questo le permetteva ancora di esercitare un divide et impera fra categorie subalterne e all’occorrenza di suscitare forme di guerra civile fra di esse (proletari contro migranti ecc.) …
Nonostante tutto uno spiraglio si poteva aprire dove meno ce lo si aspettava. Com’era già successo in altri passaggi vitali della Storia, quando i tempi sono maturi, una stessa intuizione diventa ubiqua manifestandosi simultaneamente in luoghi distanti. Così avvenne per quella destinata a opporsi alla pandemia nekomemetica. Nel continente nordamericano fu proprio nell’hackerspace semiotico Soundbridge, sopravvissuto al terremoto BIG ONE di San Francisco e dintorni, che emerse l’idea. In India, Russia, Cina, Lituania, Giappone e poi altrove avvenne lo stesso mentre in Europa se ne parlò proprio in una conferenza organizzata da ESC7. Ci sarebbe voluto, dicevano, un contro-flusso memetico free che depotenziasse quello virale con una funzione sia di protezione che di cura.
Note:
Semio-hacker: cfr. glossario.
BSM: cfr. glossario.
Schizo-tempestosi: cfr. glossario.
Il Boomernauta fa riferimento a software e reti di tipo Darknet, TOR ecc.
Il Boomernauta mi disse in seguito che qui aveva citato un suo vecchio conoscente ed amico che aveva fatto parte del movimento dei crypto commons e di cui ricordava solo il soprannome: Jaromil.
Il Boomernauta non si ricordava più esattamente il nome delle imprese dei techno-tycoon rispettivamente dell’Impero di Sbieco (USA) e dell’Impero di Mezzo (Cina).
Entropy Semantic Club

