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post-poetica

a cura di Marco Giovenale

Il comparto «post-poetica» prende nome innanzitutto dalle prassi testuali di quella particolare e diffusa scrittura di ricerca che è venuta strutturandosi in modo polimorfo ma non disomogeneo dai primissimi anni del nuovo secolo a oggi, in parallelo con letterature di lingua inglese e francese. Proprio l’espressione post-poésie si deve all’uso che ne fa lo scrittore e critico Jean-Marie Gleize. Ciò che si tenta qui di fare è ospitare testi sperimentali e critica della scrittura di ricerca italiana (senza escludere escursioni fuori dai patrii confini). Ma, ancora, perché «post»? Di fatto, nessuno ormai è più stufo della poesia di chi la fa sul serio. Per farla molto sul serio, forse, è allora venuto il momento di oltrepassarla; o meglio: è possibile oltrepassare quei moduli che sappiamo essere già alle nostre spalle. La redazione di post-poetica è composta dal curatore, Marco Giovenale, è al momento, da Roberto Cavallera, Fabrizio Pelli, Francesco Scapecchi, June Scialpi, Antonio Syxty, Michele Zaffarano.

Marco Giovenale, editor, traduttore e asemic writer, è tra i fondatori e redattori di gammm.org (2006), sito di materiali sperimentali. Insegna storia delle scritture italiane di secondo Novecento e contemporanee, in

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