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scienza e politica

a cura di Gianfranco Pancino

In questo comparto non si tratterà della neutralità della Scienza, mito sepolto dal '68. L'informatica e la tecnologia hanno profondamente cambiato il volto della scienza e della società. Le tecniche d'imaging e le analisi high-throughput applicate al sequenziamento degli acidi nucleari, alla genetica, alla proteomica e alla farmacologia hanno trasformato il nostro approccio alla conoscenza del mondo biologico. L'intelligenza artificiale, lasciando definitivamente alle nostre spalle il vecchio mondo analogico, è in grado di imprimere un'accelerazione esponenziale a questi processi in tutti i campi. L'informatizzazione ha compenetrato l'intera società assumendo i connotati di un controllo sociale integrato al suo stesso interno. Il capitale ha oggi le chiavi di questo sistema di controllo e usa l'insieme delle tecnologie per massimizzare il profitto. Non senza profonde contraddizioni: contraddizioni esterne, poste dal confronto con l'area sempre crescente e sempre più conscia delle proprie esigenze dei cosiddetti paesi del Sud Globale, e contraddizioni interne, di cui un esempio attuale è la crociata di Donald Trump contro la stessa scienza.

Questa sezione tratterà della critica alla Politica della Scienza. Porterà attenzione ai movimenti di resistenza e di lotta che tentano di inserirsi nelle contraddizioni del Capitale e alle reti di sabotaggio che si diffondono. Tratterà della ricerca etica necessaria per opporsi al dominio del profitto e indirizzare le nuove tecnologie e l'IA verso la lotta contro la povertà, la difesa della salute, la liberazione dal lavoro.

Gianfranco Pancino negli anni Settanta ha militato, a Padova, in Potere operaio, successivamente, a Milano, è stato tra i fondatori e dirigenti dell’Autonomia operaia.  Imputato nel processo 7 aprile, nel 1979 è stato costretto alla latitanza, alla fuga e quindi all’esilio, prima Messico, poi Parigi dove, dopo varie peripezie è riuscito a imboccare l’appassionante strada della ricerca scientifica, acquisendo fama internazionale per i suoi studi sul cancro e sull’HIV, fino a ricoprire la carica di direttore di ricerca all’INSERM e a far parte dell’équipe di Francoise Barré-Sinoussi, premio Nobel per la Medicina, all’Istituto Pasteur di Parigi. «Ho avuto la fortuna di attraversare tre vite diverse, ognuna vissuta intensamente: la vita politica, la più entusiasmante; la vita del fuggitivo, sdoppiata e avventurosa; e la vita rifondata dello scienziato. In tutte mi sono posto delle sfide: cambiare me stesso e la società, nella prima; vivere e non accontentarmi di sopravvivere, nella seconda; conquistare un posto che mi era teoricamente inaccessibile, nella terza. E in premio ho ricevuto la spinta della curiosità, l’ardore della ricerca, la sensazione di non essere inutile». Ha recentemente pubblicato con Mimesis un prezioso libro autobiografico del quale si raccomanda la lettura: «Ricordi a piede libero. L’autonomia operaia, l’esilio, gli studi sull’HIV»

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